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Coronavirus, dal mondo arabo a Australia cresce allarme Italia

AdnKronos
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Roma, 25 feb. (Adnkronos) - di Piero SpinucciIraq, Kuwait, Arabia Saudita, Gran Bretagna e poi ancora Olanda, Australia e Bulgaria. Si allunga la lista dei Paesi che hanno adottato misure nei confronti dell'Italia, dallo 'sconsiglio' di viaggi a provvedimenti più rigidi, in seguito all'epidemia di coronavirus.L'Iraq ha vietato l'ingresso agli italiani e ai viaggiatori in arrivo dall'Italia, sottolineando che sono esclusi dal provvedimento i diplomatici e le delegazioni ufficiali "a condizione che si sottopongano a controlli medici effettuati dal ministero della Sanità" iracheno al loro arrivo nel Paese arabo. Baghdad inoltre ha sconsigliato ai suoi cittadini i viaggi in Italia. Restando in Medio Oriente, anche l'Arabia Saudita, su decisione del ministero della Sanità, ha sconsigliato a cittadini e residenti del regno del Golfo i viaggi in Italia nel mezzo dell'emergenza coronavirus, mentre il Kuwait - dove si contano otto casi - ha sospeso i collegamenti aerei da e per l'Italia, come riportato dall'agenzia ufficiale Kuna. La Giordania ha vietato l'ingresso ai viaggiatori in arrivo dall'Italia. Secondo l'agenzia ufficiale Petra, le autorità di Amman hanno deciso di negare l'ingresso nel regno hascemita a tutti i viaggiatori provenienti dal nostro Paese a meno che non abbiano lasciato l'Italia 14 giorni prima dell'arrivo nel regno. In Europa il governo britannico ha chiesto a chi fa ritorno dal nord Italia di rimanere in autoisolamento a casa per 14 giorni. Secondo il ministro della sanità, Matt Hancock, la richiesta vale coloro che sono stati a nord della città di Pisa che presentano sintomi influenzali. Per coloro che sono stati nelle città chiuse per l'emergenza coronavirus, la richiesta vale anche in assenza di sintomi. Nel Cheshire, intanto, una scuola ha chiuso e un'altra ha sospeso i corsi del suo ultimo anno dopo il rientro di gruppi di studenti dalla settimana bianca in Italia. Le autorità olandesi hanno ordinato ai propri cittadini di non recarsi negli 11 comuni focolaio dell'Italia settentrionale e indicato Roma ed il Lazio come zone a rischio al pari delle regioni del nord. In una nota il governo di L'Aia ha messo in guardia i proprio cittadini diretti in Italia di aspettarsi maggiori controlli alle frontiere e restrizioni agli spostamenti in alcune precise aree. Misure anti-contagio sono state prese anche dalla Bulgaria, il cui governo ha invitato i propri connazionali che risiedono o che hanno intenzione di viaggiare in Italia di recarsi nelle aree del Paese colpite dal coronavirus solo in caso di necessità. In ogni caso Sofia consiglia di evitare luoghi affollati, eventi pubblici e di indossare le mascherine protettive e mantenere un alto livello di igiene. Intanto Bulgaria Air, la compagnia aerea nazionale, ha sospeso tutti i collegamenti con Milano. Anche la lontana Australia ha consigliato ai propri cittadini di esercitare la "massima cautela" se dovessero recarsi in Lombardia e Veneto a causa del "rischio aumentato" di contrarre il coronavirus. Una nota pubblicata sul sito 'smartraveller.gov.au' invita invece ad adottare le "normali norme di sicurezza" nel resto d'Italia. Ieri erano stati Serbia, Israele, Croazia ed Irlanda a sconsigliare i viaggi in Italia a causa del numero dei casi di coronavirus registrati nel nostro Paese. Dagli Stati Uniti è stata invece emanata un'allerta di livello uno per i viaggiatori diretti o di ritorno dal nostro Paese La Germania, invece, ha annunciato per voce di Maria Adebahr, portavoce del ministero degli Esteri, che non chiuderà le frontiere per proteggersi dal virus. In Francia, infine, gli studenti che hanno trascorso le vacanze in Lombardia o in Veneto non potranno tornare a scuola alla ripresa delle lezioni, ma solo dopo aver trascorso un periodo di auto-isolamento di 14 giorni.

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