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Carceri: 3 detenuti tentano evasione ad Alghero, bloccati da agenti

domenica 20 gennaio 2013
Carceri: 3 detenuti tentano evasione ad Alghero, bloccati da agenti

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Roma, 14 gen. (Adnkronos) - Tre detenuti albanesi questa mattina all'alba hanno tentato di evadere dal carcere di Alghero, ma sono stati bloccati dalla polizia penitenziaria quando stavano per scavalcare il muro di cinta. Lo rende noto la Uil Penitenziari. I tre, dopo aver segato nei giorni precedenti le sbarre della cella alla sezione F, sono saliti sui terrazzi per guadagnare il muro di cinta, ma sono stati avvistati dal personale di vigilanza alla sala regia. Immediatamente e' scattato l'allarme e i tre sono stati catturati prima che potessero giovarsi dell'aiuto da alcuni complici che li attendevano all'esterno del carcere, che accortisi del fallito tentativo si sono dati alla fuga con una Fiat Panda. I tre aspiranti fuggitivi, riferisce ancora la Uil Penitenziari, erano detenuti per reati legati allo spaccio di stupefacenti e per associazione a delinquere. Dopo il loro arresto da parte della polizia penitenziaria sono stati associati alla stessa Casa Circondariale. Durante le operazioni di ispezione corporale addosso ad uno dei tre e' stato rinvenuto un telefono cellulare. "Esprimiamo i nostri piu' sinceri apprezzamenti ai baschi blu di Alghero per la brillante operazione che ha impedito a tre delinquenti di sottrarsi alla giustizia - commenta Eugenio Sarno, segretario generale Uil Penitenziari - Questo tentativo di evasione e' il terzo sventato nel giro di pochi giorni dalla polizia penitenziaria ( gli altri due a Busto Arsizio e Caltanissetta) dopo la eclatante evasione di quattro detenuti dal carcere di Avellino". "Questi episodi rappresentano un vero rischio per l'ordine pubblico - sottolinea Sarno - e pertanto occorre agire per una prevenzione efficiente ed efficace che deve sostanziarsi con l'erogazione di fondi per l'attivazione di sistemi di allarme ma anche attraverso l'adozione di circuiti penitenziari omogenei che consentano scelte operative ben definite in ragione del livello di pericolosita' dei detenuti"