(Adnkronos) - Per quanto riguarda i servizi alla citta', Fassino ha rilevato che "c'e' differenza tra chiudere e creare risparmi. Nessun servizio e' stato chiuso nel welfare e nell'ambito socio-assistenziale, ne' nei servizi fondamentali per i cittadini. Abbiamo dovuto riorganizzare l'offerta, sui costi di gestione, sull'organizzazione, sul rapporto pubblico-privato, necessari affinche' l'offerta ai cittadini fosse mantenuta compatibile con le risorse a disposizione", ha proseguito ricordando che "i trasferimenti verso questa citta' sono passati dai 364 milioni nel 2010 ai 112 nel 2012 e se non sara' modificata la 'spending review' approvata nel settembre scorso i trasferimenti dallo Stato si ridurranno ulteriormente". Quanto ai patrimoni immobiliari alienati Fassino ha precisato: "l'esposizione debitoria non si fa agendo solo sul bilancio d'esercizio ma anche con operazioni finanziarie straordinarie che passano dalla valorizzazione di asset mobiliari e immobiliari della citta'. Abbiamo fatto scelte nell'interesse della Citta' di Torino: nel momento in cui abbiamo ceduto quote di partecipazione di Amiat e di Trm a Iren sono state liberate risorse sebbene la Citta' e' rimasta azionista, cosi' come si e' fatto in Sagat. In un anno siamo stati, giustamente, monitorati dalla Corte dei Conti e, abbiamo avuto, all'inizio di quest'anno toni preoccupanti - ha concluso - andando avanti con le nostre scelte la Corte dei Conti, nel suo ultimo atto, ha ritenuto significative le scelte della Citta' per l'equilibrio dei conti".



