Venezia, 23 apr. (Adnkronos) - "Com'era, dov'era", ma ora anche con, al suo interno, le tecnologie piu' innovative per evitare quello che era accaduto il 14 luglio 1902: quel giorno infatti, proprio mentre erano in corso i restauri del "el paron de casa", esso era completamente crollato davanti agli occhi, attoniti, di tanti veneziani. Il campanile di San Marco, dopo 5 anni di lavori, compiuti dall'impresa Sacaim sotto la supervisione del Consorzio Venezia Nuova, e col finanziamento della Procuratoria di San Marco e del Magistrato alle Acque, e' stato restituito oggi ufficialmente alla citta'. Una cerimonia semplice, consistita nella rimozione delle reti che delimitavano il cantiere, a cui hanno presenziato, con Giorgio Orsoni, nella doppia veste di Primo procuratore di San Marco e di sindaco di Venezia, tra gli altri, il presidente del Magistrato alle Acque, Ciriaco D'Alessio, la Soprintendente per i Beni Architettonici di Venezia, Renata Codello, il Proto di San Marco, Ettore Vio, il dirigente della Soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto, Alessandro Asta, il progettista dei lavori, Giorgio Macchi. "Per me - ha sottolineato Orsoni - e' una giornata doppiamente felice: come sindaco di Venezia e come Primo Procuratore di San Marco. Faccio i complimenti a tutti coloro che hanno eseguito questo intervento, brillantemente risolto dal punto di vista tecnico con metodi innovativi, ma che ha dovuto superare anche indubbi problemi legati al luogo particolare in cui e' stato eseguito. Il Campanile viene restituito alla citta', piu' forte che mai, proprio 60 anni dopo che lo Stato lo ha ceduto alla Procuratoria di San Marco, e 101 anni dalla sua inaugurazione."(segue)



