(Adnkronos) - Il lavoro in appalto era finanziato dalla Regione Puglia nell'ambito del Programma Operativo Fsr 2007/2013. Gli amministratori pubblici e funzionari si sarebbero attivati per indurre in errore la Regione producendo documenti tecnici falsi per potere ottenere il finanziamento. Significative le attestazioni nel verbale di inizio lavori prodotte dagli amministratori stessi. Dai sopralluoghi effettuati all'epoca risulto' invece che i lavori non erano ancora iniziati, non c'era traccia di alcuna cantierizzazione ma soltanto un deposito incontrollato di rifiuti in stato di abbandono. Dalle indagini e' emerso che l'amministratore comunale, essendo candidato alle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale del maggio 2011, avrebbe promesso a piu' elettori l'esecuzione di lavori di urbanizzazione anche non previsti dal Piano di Pubblico appalto al fine di ottenere il loro consenso nelle urne. I consigliere comunale e i due funzionari sono stati condotti in carcere mentre il vicepresidente del cda della cooperativa e' stato sottoposto ai domiciliari. Devono rispondere, a vario titolo, di corruzione, abuso d'ufficio, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falsita' commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici.


