Perugia, 24 gen. - (Adnkronos) - Lui, pensionato classe 1925, con un reddito annuo di meno di 7mila euro, che, per essersi dimenticato di comunicare la propria situazione economica per tempo, si e' visto alzare il canone d'affitto da 40 euro a quasi 400. Lei, pensionata 70enne con una grave malattia e invalida al 100%, con una pensione di 680 euro al mese, un canone di affitto da pagare di 389 e un debito accumulato di quasi 9mila euro, che ora le viene richiesto in rate da 400 euro al mese. Sono due cittadini di Perugia, entrambi sotto sfratto da parte dell'Ater, l'istuto di edilizia residenziale dell'Umbria. Sono le due gocce che hanno fatto traboccare il vaso e hanno indotto i sindacati degli inquilini dell'Umbria, Sunia Cgil, Sicet Cisl e Uniat Uil, affiancati dai sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, a denunciare, in una conferenza stampa tenuta stamattina a Perugia, "il vergognoso atteggiamento dell'istituto di edilizia popolare". (segue)




