Roma, 25 set. (Adnkronos) - Rimossa dal servizio per aver ammesso di aver sfamato dei cani randagi che avevano trovato rifiugio nel cortile. Ma forse, dietro, c'e' dell'altro. Il caso del commissariato di Nesima a Catania, sul quale hanno acceso i riflettori i sindacati di Polizia e l'informazione locale, approda a palazzo Madama, segnalato dal vice presidente del gruppo M5S, Michele Giarrusso. Lo scorso 17 settembre, ha riferito Giarrusso, c'e' stato un vero e proprio "blitz" che ha visto impegnati "una ventina di agenti e personale della scientifica, che si sono recati al commissariato di Nesima per appurare, interrogando e acquisendo perfino le immagini video a circuito chiuso, chi del commissariato dava da mangiare ad alcuni cani randagi". Secondo l'esponente del M5S, nell'occasione sarebbero anche stati "repertati" oggetti come le ciotole e le coperte dei cani. "Anche la dirigente dell'ufficio -ha riferito ancora Giarrusso in un intervento a fine seduta nell'aula di palazzo Madama- e' stata interrogata e successivamente rimossa dal suo incarico per aver ammesso di aver dato da mangiare a dei cani di quartiere. Questa storia ha dell'inverosimile e ci sarebbe da ridere se non fosse che la dirigente del commissariato di Nesima e' una persona molto qualificata, impegnata nelle indagini che coinvolgono alcuni importanti gruppi commerciali nell'area di pertinenza del commissariato. Non vorremmo -ha concluso Giarrusso- che dietro questa rimozione, di cui chiederemo conto al ministro dell'Interno, non ci siano degli interessi politico-affaristico-mafiosi che la dirigente aveva calpestato".




