(Adnkronos) - I beni caduti oggi in confisca vennero valutati all'epoca del sequestro, l'8 aprile del 2010, in 700 milioni di euro. Il provvedimento di confisca emesso dal Tribunale Sammaritano ha dato attuazione alla novella legislativa introdotta dall'art.18 del decreto legislativo 6 settembre 2011 n 159 (Testo Unico Antimafia) che ha esteso la confisca di prevenzione delle ricchezze illecite a momenti successivi alla morte della persona pericolosa, quando la proposta sia avanzata nei riguardi dei successori a titolo universale o particolare entro il termine di cinque anni dal decesso. Nel corso del procedimento avviato nel giugno del 2010 e' stata anche sollevata la questione di legittimita' costituzionale dello stesso articolo 18 del Testo unico Antimafia. La corte costituzionale sanci' l'infondatezza e, in parte, l'inammissibilita' della censura di incostituzionalita'. La confisca che la Dia ed i Carabinieri stanno eseguendo rappresenta l'ultimo atto di una vicenda processuale iniziata con il sequestro preventivo eseguito a carico di Passarelli Dante nel procedimento "Spartacus" e si e' giovata delle acquisizioni investigative e di quelle dibattimentali emerse nel corso del processo. In tale sede venne configurato, attraverso numerose dichiarazioni provenienti dai collaboratori di giustizia (tra i quali, Carmine Schiavone, Dario De Simone, La Torre Augusto, Ferrara Raffaele, Frascogna Domenico ed altri), verifiche documentali ed intercettazioni telefoniche, l'esistenza di uno stabile rapporto tra Passarelli Dante e l'organizzazione dei casalesi, specie nel settore del reimpiego dei capitali di provenienza illecita. (segue)




