(Adnkronos) - Di piu': l'altro coefficiente che influisce sul tasso di affollamento, e cioe' il numero delle presenze negli istituti di detenzione, anche per la Toscana appare in calo (2010: 4.664 presenze; 2013: 4.163), ma anche per essa vale la considerazione che "le stesse forze dell'ordine non hanno piu' i mezzi necessari, perche' ne sono state private, per svolgere efficacemente i loro interventi". La sintonia con l'andamento nazionale per quanto riguarda il calo degli ingressi nelle carceri toscane - un calo pari al 22 per cento tra il 2010 e il 2012 -,sarebbe comunque riconducibile, secondo il garante, alla consapevolezza del sovraffollamento da parte di chi opera gli arresti. Questi sono dunque i criteri per leggere la tabella che riguarda gli istituti in Toscana, dove molte strutture (Firenze Sollicciano con 183%, Pistoia con 189%, Pisa con 160%, Siena con 178%) presentano un tasso di affollamento ben superiore alla media regionale (127,2%) e nazionale (139,7%). D'altra parte alcune delle strutture meno affollate (Massa 113%, Volterra 97%, Empoli 79%, Gorgona 65%) sono assai particolari, o per collocazione o per storia: si tratta di strutture alle quali difficilmente si puo' chiedere di 'crescere' ulteriormente, e che dunque difficilmente contribuiranno a far scendere il sovraffollamento del resto del sistema penitenziario regionale. A conclusione, ha detto Margara, e' possibile affermare che dalla dichiarazione dello "stato di emergenza nazionale conseguente all'eccessivo sovraffollamento degli istituti penitenziari" (13 gennaio 2010), i detenuti in Toscana non sono sostanzialmente diminuiti, mentre sono calati gli spazi a loro disposizione e le risorse economiche per la gestione delle carceri: confrontando i dati del 2007 e del 2011, a fronte di un aumento dei detenuti di circa il 50%, il bilancio e' stato tagliato del 10,6%. "Il dato e' macroscopico e le conseguenze sono immaginabili - ha concluso - In carcere manca ormai tutto, e si fatica a far fronte ai bisogni piu' elementari dei detenuti".




