Roma, 16 mag. (Adnkronos) - Il lavoro in Italia, negli ultimi anni, e' sempre piu' spesso sinonimo di difficolta', esclusione e conflittualita', che puo' portare addirittura a uccidere. Un fenomeno, quello degli omicidi in ambito economico e lavorativo che - secondo i dati elaborati di Eures Ricerche Economiche e Sociali - tra il 2000 e il 2012 ha fatto registrare un totale di 278 vittime, con una media di 21,4 omicidi annui (il 3,5% del totale), pari a circa 2 al mese. L'ultimo duplice caso, quello accaduto questa mattina a Casate, in provincia di Milano dove un uomo ha sparato, uccidendoli, ai suoi datori di lavoro, padre e figlio. In particolare dai dati emerge che, nel periodo considerato (2000-2012), i valori piu' bassi del fenomeno sono stati registrati nel 2007 e nel 2009 con 16 vittime, mentre quelli piu' alti si hanno nel 2003 e nel 2004 (33 vittime). Leggermente inferiore alla media il dato del 2012, con 18 vittime censite, cui - sottolinea l'Eures - segue una preoccupante accelerazione nei primi mesi del 2013: nei primi 5 mesi dell'anno in corso si contano infatti gia' 16 vittime in ambito lavorativo (compresi il padre e il figlio uccisi ogg) con un forte incremento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (+60%), quando le vittime sono state complessivamente 10, ma anche all'andamento complessivo del fenomeno nell'ultimo decennio (proiettando i risultati dei primi 5 mesi del 2013 sull'intero anno, si potrebbero infatti addirittura raggiungere le 40 vittime in questo ambito). Osservando la ripartizione geografica degli omicidi maturati tra il 2000 e il 2012, si rileva una diffusione inferiore nelle regioni del Centro, con 54 vittime tra il 2000 e il 2012 (il 19,4% del totale), a fronte di valori decisamente superiori nel Sud e nel Nord Italia. Complessivamente nel periodo considerato sono le regioni del Sud le piu' colpite dal fenomeno con il 43,9% degli episodi (122 in valori assoluti), mentre 102 omicidi in ambito lavorativo e nei rapporti economici (pari al 36,7%) si registrano al Nord. Analogamente l'indice di rischio medio annuo risulta piu' elevato nelle regioni del Sud Italia (0,5 omicidi in ambito lavorativo o economico ogni milione di abitanti), rispetto al Centro (0,4) e al Nord (0,3). (segue)




