Roma, 23 apr. - (Adnkronos) - "E' certamente una notizia positiva quella che, da domani e per un anno, diciotto detenuti reclusi nel carcere di Rebibbia lavoreranno alla manutenzione di 33 zone archeologiche e aree verdi pubbliche di pregio di Roma", ma sulla questione dei detenuti al lavoro "c'e' profonda ipocrisia". E' quanto sottolinea in una nota il Sappe, sindacato autonomo di polizia penitenziaria. "Tutti, politici in testa, sostengono che i detenuti dovrebbero lavorare: ma poi, di fatto, a lavorare nelle carceri oggi e' una percentuale davvero irrisoria", denuncia il segretario Donato Capece, e questo "alimenta la tensione detentiva". "Impiegare in detenuti in progetti di recupero del patrimonio ambientale e in lavori di pubblica utilita' e' una delle richieste storiche del Sappe - ricorda Capece - motivata dalla necessita' concreta di dare davvero un senso alla pena detentiva".



