Roma, 26 gen. (Adnkronos) - Un appello al Governo per salvare il parco archeologico di Sibari inondato dalle acque esondate del fiume Crati a causa del maltempo. A lanciarlo e' la Cgil, il cui segretario nazionale, Serena Sorrentino, sottolinea he "in questi giorni, in queste ore, uno dei siti archeologici piu' importanti del Paese e' ingoiato e sommerso dalle acque esondate del fiume Crati ed ogni intervento, ad oggi, per farlo riemergere e' stato insufficiente". "Ci appelliamo al Governo -aggiunge Sorrentino - per un immediato intervento straordinario per salvare e riportare alla luce un patrimonio culturale della storia e del Paese che rischia di perdersi definitivamente se non lo si libera, salvandolo dall'acqua e dal fango". Il sito archeologico di Sibari si trova sulla costa Ionica della Calabria a breve distanza dalla foce del Fiume Crati. Questa parte del territorio calabrese, nota topograficamente come sibaritide vide il sorgere, lo sviluppo e l'espansione e poi il declino della grande polis di Sibari. Qui furono impiantati, in epoche successive alla distruzione della citta' greca, sovrapponendosi in parte alle sue rovine, prima il centro ellenistico di Thurii e poi quello romano di Copia. Questa eccezionale stratificazione fa di Sibari uno dei siti piu' estesi ed importanti del Mediterraneo di eta' arcaica e classica.




