(Adnkronos) - Coniare parole nuove significa fare un atto politico, si legge ancora nella nota. Perche' implica due azioni fondamentali, scegliere e inventare. Scegliere significa assumersi la responsabilita' di rinunciare a qualcosa, implica una presa di posizione. Scegliere una parola significa proporre una forma del mondo. Inventare vuol dire pensare in termini di futuro, di qualcosa che ancora non c'e'. Questo e' un atto politico, e dunque pedagogico. Il gruppo di lavoro dei ragazzi e' composto da Najma Bani, Martina Cociglio, Angelica D'Amelio, Irene Jona, Rossella Monetti, Alessandra Poma, Francesca Rama, Beatrice Sani, Luca Spatola e Denise Wrathall. I tutor che seguono il gruppo dal 2011 sono Alberto Abate, Alice Cimenti, Yannik Deza, Sofia Ferrara, Sara Garetto, Donia Hadj Ahmed, Eugenia Jona, Federica Maggiora, Marco Melatti e Daniele Scano. Supervisore, Francesco Morgando. Due mostre al Bookstock Village fotografano le parole nuove coniate dai ragazzi. Le dieci parole del Vocabolario allargato 2012 sono diventate un progetto fotografico intitolato '#tag'. Le parole inventate dal gruppo di lavoro di Andrea Bajani sono state immortalate assieme all'ospite che le ha sviscerate e discusse durante il Salone. Anche quest'anno il programma del Bookstock Village per i ragazzi fino ai 14 anni e' curato da Eros Miari. Filo conduttore, i cinquant'anni di un libro culto che ha cambiato il nostro modo di fare, pensare, illustrare i libri per l'infanzia, 'Nel paese dei mostri selvaggi', scritto e illustrato da Maurice Sendak. Uscito negli Stati Uniti nel 1963, 'Where the Wild Things Are' e' arrivato fino ad oggi con intatta potenza a rappresentare nel miglior modo possibile la capacita' della lettura e della letteratura giovanile di confrontarsi con i temi profondi dell'identita' e della natura umana. (segue)



