Roma, 16 mag. (Adnkronos) - Palazzo Cosmo di Pieve di Cadore (Belluno), dal 29 giugno al 6 ottobre prossimi, ospitera' la mostra 'Tiziano, Venezia e il Papa Borgia'. Un allestimento incentrato su un'opera chiave degli inizi della carriere di Tiziano Vecellio, nativo appunto di Pieve di Cadore, 'Il vescovo Jacopo Pesaro e papa Alessandro VI davanti a San Pietro', conservata al Museum voor Schone Kunsten di Anversa. Un'opera che ora si conosce meglio, grazie alla recente pulitura e alle preliminari indagini e che, dopo tanti tentativi compiuti negli anni passati, e' prestata in Italia per la prima volta solo in occasione degli eventi tizianeschi di questa stagione. Ogni capolavoro di Tiziano e' un caso a se', ha una sua storia, dei suoi riferimenti iconografici, degli obiettivi programmatici; condensa memorie, esplora nuove vie, rivela maturazioni e pensieri in divenire, manifesta gusti, tendenze, volonta' ma anche relazioni, incontri, dinamiche politiche e commerciali. E' il segno di un'epoca e del percorso artistico intrapreso. La tela commissionata da Jacopo Pesaro al giovane Vecellio non e' da meno e la mostra offre l'occasione, attraverso una decina di opere di puntuale riferimento e di confronto (dipinti, disegni e silografie, gemme e armature, documenti preziosi ) non solo di riconsiderare lo stile e la datazione del quadro di Anversa, oggetto spesso di travisamenti e di svariate ipotesi, ma anche di esaminare piu' da vicino gli avvenimenti che ne circondarono la commissione. L'opera in passato era stata considerata addirittura come la piu' antica realizzata da Tiziano e si era anche ipotizzato che il quadro fosse stato dipinto in diverse fasi o, magari, iniziato da Bellini e ultimato da Tiziano, considerata la presunta discrepanza qualitativa tra la figura di San Pietro e quella degli altri due personaggi, gli esami eseguiti hanno dimostrato che la tela e' stata prodotta in un'unica soluzione ed e' paragonabile, sotto il profilo tecnico e dei materiali, alle opere di Tiziano del 1510 - 1514 circa: eseguita su una fitta tela ad armatura semplice, con il supporto coperto da un sottile strato di gesso sul quale Tiziano ha abbozzato la composizione con il carboncino. (segue)



