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Fisco, la rivoluzione repubblicana

Il deputato Paul Ryan presenta un piano innovativo basato sul taglio delle aliquote: detta la linea al candidato che verrà

20 Marzo 2012

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Fisco, la rivoluzione repubblicana

Si avvicina il voto e il Gop scopre le carte. Oggi il deputato repubblicano Paul Ryan, che guida la Commissione Bilancio della Camera, ha presentato un piano fiscale totalmente innovativo, basato sul taglio delle aliquote sia per le persone fisiche sia per le imprese. Non ci sono realistiche possibilità che la proposta venga approvata dal Congresso quest’anno, data la maggioranza democratica del Senato e il potere di veto di Obama, ma l’iniziativa, come ha spiegato lo stesso Ryan, “è di dare al paese una scelta alternativa per il futuro”. Mentre Romney spera che dalla primaria odierna in Illinois esca una ennesima “vittoria parziale” che gli possa arricchire il patrimonio di delegati nella lunga corsa ai 1144 necessari, il partito si sta insomma attrezzando a fornire, al nominato che verrà, una piattaforma chiara di sviluppo economico basata sulla riforma delle tasse e su nuove soluzioni per la riduzione del debito pubblico. Nel confronto con Obama nei mesi autunnali che precederanno il voto si potrà assistere alla sfida classica tra una prospettiva conservatrice-liberista e la soluzione “tassa e spendi” del presidente democratico, quella che ha finora tarpato la ripresa americana dopo l’uscita dalla recessione tre anni fa.

In dettaglio, i livelli delle aliquote passerebbero nel piano del GOP dagli attuali sei (10%, 15%, 25%, 28%, 33% e 35% : situazione valida fino a dicembre grazie ai tagli di Bush, che Obama non vuole prorogare. Quindi dal primo gennaio 2013 il tasso più alto salirà al 39%) a due, il più basso del 10% e il più alto del 25%. La tassa sugli utili aziendali, che è la più alta al mondo tra i paesi sviluppati con il 35% (il Giappone, che era in testa fino ad ora in questa classifica poco onorevole, ha infatti approvato una serie di riduzioni per scendere al 33% a partire dalla prossima settimana) calerà al 25%. Infine, sul delicato tema degli utili realizzati dalle corporations multinazionali all’estero, e mantenuti oggi fuori portata dal fisco Usa che li tassa una seconda volta quando vengono  rimpatriati, il Gop propone una sostanziale riduzione a zero di questa imposizione. Non più tardi di ieri la Apple, che ha all’estero un terzo dei 100 miliardi di cash nelle sue casse, ha escluso piani di rimpatrio proprio per il regime fiscale punitivo in vigore oggi.

Nel programma di Ryan viene pure affrontato un altro nodo fondamentale, quello della riduzione del debito pubblico. Secondo la legge votata l’estate scorsa quando fu alzato il tetto del debito, nel 2013 dovrebbero scattare automaticamente pesanti tagli al bilancio del Pentagono, pari il 50% dei 1200 miliardi circa che erano stati fissati come obiettivo di riduzione. Il resto dovrebbe essere recuperato con tagli alle spese discrezionali e, parzialmente, di welfare. Ora il Gop propone, in linea con le preoccupazioni dei militari, di ridurre i sacrifici per le forze armate e di rintracciare altri possibili risparmi nei programmi assistenziali e nei budget di spesa per il personale federale. Anche su questo aspetto, lo scontro tra democratici e repubblicani si preannuncia frontale.

di Glauco Maggi
[email protected]

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