Perugia, 19 mag. - (Adnkronos) - "La giunta comunale che ha dovuto decidere le aliquote Imu, come del resto le giunte di tutti i Comuni italiani, ha applicato una tassa che non voleva, o almeno non in questi termini. Gli Enti locali, per di piu', sono chiamati a fare i gabellieri per lo Stato e a gestire una gabella imposta unilateralmente dal governo senza nessuna interlocuzione". E' quanto sostiene il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali in una nota. "Il Comune di Perugia ha deciso non toccare l'Irpef, di non tagliare nessun servizio e di non aumentare le tariffe dei servizi a domanda individuale - ha aggiunto - . Ha anche contenuto l'aliquota per la prima casa allo 0,5, rispetto a quella base di 0,4. Si e' reso indispensabile, per recuperare circa 22 milioni di tagli in una manovra che per il 2012 e' di circa 316 milioni, applicare l' aliquota massima per gli altri fabbricati: 1,06, di cui, va ricordato, la meta' dell' aliquota base, che e' pari a 0,76, va allo Stato, non al Comune. L' alternativa sarebbe stata quella di operare tagli piu' o meno lineari sui servizi per una somma equivalente, ma si sarebbe in pratica devastato il sociale, ed oggi, soprattutto oggi, questo e' impossibile". "I sindaci italiani- ha detto ancora Boccali -, che giovedi' prossimo protesteranno a Venezia, volevano altro. Volevano una imposta realmente e soltanto comunale, che poteva quindi essere decisamente piu' leggera e molto piu' flessibile, cioe' tale che i Comuni potessero modularla sulla base delle loro esigenze di bilancio ma anche in considerazione delle peculiarita' sociali ed economiche del territorio. Le risorse che lo Stato non avrebbe incassato da "questa" Imu potevano essere trovate con una seria e progressiva imposta patrimoniale sulle ricchezze piu' consistenti. L'imu, invece, colpisce praticamente tutti".




