Roma, 22 mag. -(Adnkronos) - Diminuisce l'insoddisfazione dei cittadini rispetto ai disservizi nella fornitura idrica, ma il quadro resta disomogeno dal punto di vista della distribuzione, dell'efficienza degli impianti spesso obsoleti e della gestione nell'erogazione del servizio. E' quello quanto emerge dal Rapporto Annuale 2012 dell'Istat secondo il quale, ancora nel 2011, quasi una famiglia su 10 lamenta irregolarita' nella distribuzione dell'acqua, in particolare nel Mezzogiorno: in Sicilia e Calabria la quota di utenti insoddisfatti e' pari rispettivamente al 27 e 32%. La dispersione complessiva, cioe' la quota di acqua immessa nelle reti comunali di distribuzione che non raggiunge gli utenti finali, e' pari al 32%: circa 120 litri pro capite al giorno. Le maggiori inefficienze di rete si rilevano in Puglia e Sardegna, dove le dispersioni superano il 40%. Un dato positivo, invece, riguarda una maggiore sensibilita' da parte dei consumatori nel consumo d'acqua: nell'ultimo decennio, infatti, l'attenzione dei cittadini verso un consumo piu' responsabile e un contenimento dei costi si e' tradotto in una riduzione dei consumi, come dimostra il caso di Torino, dove nel 2010, rispetto al 2001, il consumo pro capite e' scaso di 96 litri. Nelle citta' capoluogo di provincia, ogni abitante consuma in media 183 litri di acqua al giorno. Infine, la questione della qualita'. In Italia quasi una famiglia su tre dichiara di non sentirsi sicura a bere l'acqua del rubinetto. La percentuale sale al 60% in Sicilia, al 53% in Sardegna e al 48% in Calabria. Non stupisce quindi che il 60% delle famiglie italiane acquista acqua minerale.




