(Adnkronos) - Le aziende piu' innovative hanno compreso il valore che hanno i 'tools' e il 74% degli 'users' abituali sono entusiasti per le potenzialita' del modo di lavorare e hanno visto la loro produttivita' crescere del 23%. La ricerca svela che i 'social tools' offrono grandi potenzialita' per la riduzione del tempo: il numero delle email ricevute inviate nel 27% dei casi, riduce il numero degli incontri o di conference call nel 27% e il tempo speso per reperire informazioni. Inoltre in Italia piu' del'80% e' d'accordo sul fatto che questi strumenti possono aiutare a salvare il tempo. Ma la vera sorpresa e' nei profili di chi usa i 'social tools', in Italia a 'spingere' su questa strada sono i senior manager nell'83% dei casi (contro una media europea del 71%), i cosiddetti 'adottivi digitali'. Le aziende coinvolte nella ricerca, che hanno chiuso l'anno 2010/2011 con un fatturato in crescita del 10%, mostrano un ampio utilizzo di questi strumenti. Questi strumenti sembrerebbero giovare non solo alle aziende ma anche al lavoratore: il 48% si dichiara veramente soddisfatto del proprio lavoro, il 78% raccomanderebbe piacevolmente il suo luogo di lavoro e il 62% ha piu' interesse nel lavorare. "Questi mezzi - dice Domenico De Masi, professore di Sociologia delle professioni del dipartimento di Scienze Sociali dell'Universita' di Roma - modificano le categorie del tempo e dello spazio, danno una predisposizione all'ubiquita' sul lavoro, predispongono ad un atteggiamento ottimistico e forse offrono una minore separazione tra luogo lavorativo e non". Questo approccio piu' leggero del lavoratore "porta - continua De Masi - a un'atteggiamento ottimistico della vita aziendale, e una maggiore fiducia nel progresso scientifico e tecnologico".




