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Pmi: a Padova primo trimestre 2012 in calo, -1,8% sul 2011 (2)

domenica 27 maggio 2012
Pmi: a Padova primo trimestre 2012 in calo, -1,8% sul 2011 (2)

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(Adnkronos) - Le previsioni per il secondo trimestre non tracciano un'inversione di rotta nel breve. Peggiora il clima di fiducia sui livelli di attivita'. La produzione e' attesa in crescita dal 12,6% delle aziende padovane - il dato piu' basso dal terzo trimestre 2009 - in calo dal 37,3% (saldo di opinione da -12 a -25). Attese negative sugli ordini interni. Minore fiducia anche sulla domanda estera, in aumento per il 22,2% (in calo per il 16,3). Il 75,9% giudica stabili le prospettive dell'occupazione. L'incerto scenario economico suggerisce prudenza negli investimenti, previsti nei prossimi dodici mesi dal 63% delle aziende: scende al 14,6% (dal 19,3) la quota di chi aumentera' gli impieghi, il 42,7% li manterra' stabili. Prevalgono gli investimenti in ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e di processo, sostituzione di impianti. "La contrazione del primo trimestre 2012 conferma che siamo in recessione. Che sarebbe peggiore se non ci fosse l'export a dare un po' di spinta all'industria. Soffrono di piu' le piccole imprese, mentre il mercato interno e' praticamente fermo. Sono dati meno negativi del previsto e, soprattutto, migliori di quelli nazionali e regionali (-5,8% e -3,6% la produzione su base annua). Tuttavia non sono sufficienti a intravedere un'inversione del ciclo economico nel breve", sottolinea il presidente di Confindustria Padova, Massimo Pavin che commenta cosi' i risultati dell'indagine congiunturale realizzata da Ufficio Studi di Confindustria Padova e Fondazione Nord Est su un campione di 371 aziende, per la prima volta con elaborazione quantitativa dei dati per la parte di consuntivo. "Le aziende sono piegate dai mancati pagamenti, il credit crunch si e' ulteriormente accentuato, la pressione tributaria sfiora il 69% - analizza Pavin - Un mix micidiale che reclama risposte urgenti, piu' che generici annunci. I decreti per lo smobilizzo dei debiti della Pa sono una svolta positiva per la drammatica crisi di liquidita'. Ma se l'effettivo anticipo dei crediti alle aziende, o la compensazione con somme iscritte a ruolo, richiederanno tecnicamente mesi - come pare - potrebbero arrivare troppo tardi. Chiedo a Governo, pubbliche amministrazioni e banche di produrre ogni sforzo affinche' lo sblocco dei crediti sia sostanzioso e rapido, altrimenti migliaia di aziende chiuderanno. L'auspicio e' che tutte le banche del territorio aderiscano tempestivamente e che garantiscano linee di credito nuove e a tassi inferiori a quelli di mercato, per ridare fiducia alle aziende e liquidita' per investire". "C'e' un disagio profondo che mina il tessuto sociale - conclude il presidente di Confindustria Padova - C'e' bisogno di crescita e lavoro per riportare serenita' e coesione. Il Governo ascolti questa domanda profonda, operi un cambio deciso in direzione di maggiori tagli alla spesa e di minori imposte. Con il taglio della spesa improduttiva, unitamente alla lotta all'evasione, si creerebbe spazio per misure di sostegno allo sviluppo, come la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, gli incentivi sul capitale per le aziende, l'aumento degli investimenti in infrastrutture pubbliche".