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Sostenibilita': in Sardegna la bioedilizia che rispetta ambiente e lavoro (2)

domenica 20 gennaio 2013
Sostenibilita': in Sardegna la bioedilizia che rispetta ambiente e lavoro (2)

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(Adnkronos) - Qui, l'innovazione si fa attraverso lo scambio, per promuovere l'utilizzo di materie e prodotti realizzati senza ulteriore consumo di suolo e di risorse e senza ulteriori aggravi di Co2. La rivoluzione 'verde' parte dal linguaggio, "trasformando la parola 'scarto', che indica una perdita, in 'eccedenza', che invece indica una ricchezza", spiega la Ducato. Le eccedenze delle aziende che fanno parte del polo invece di essere buttate via si trasformano in materia prima per altre aziende: gli scarti della lavorazione casearia vengono impiegati per la realizzazione di pitture, quelli della lavorazione del miele per farne collanti; le eccedenze di paglia dalla filiera dell'agricoltura finiscono nei prodotti per l'architettura, mentre i panifici utilizzano forni a crudo realizzati con materie naturali da un'azienda locale. Tutto questo accade in Italia, "non perche' crediamo nel km zero in se', ma perche' un aspetto poco raccontato della bioedilizia e' lo sfrutamento del lavoro nei Paesi in via di sviluppo", aggiunge. Prima regola del polo sardo: preoccuparsi di come viene realizzato un determinato prodotto, certificarne la sostenibilita' di tutti i processi e dei materiali, e preferire il riutilizzo al riciclo, senza quindi impiegare altra energia per processi di smaltimento o per il trasporto. Oltre alle materie, alle competenze, alle risorse, "il polo produttivo condivide anche la ricerca scientifica, cosi' non si spreca denaro", aggiunge la Ducato che, a proposito di denaro, sottolinea che le aziende che entrano a far parte del polo devono anche presentare la tracciabilita' della spesa di denaro pubblico, non devono cioe' comportare sprechi o eccessi di denaro pubblico, spesso non tracciabili nel settore dell'edilizia. "Se l'utilizzo fatto del denaro pubblico non e' etico, l'azienda non puo' entrare a far parte del polo, il nostro distretto non utilizza denaro pubblico, ma cammina sulle sue gambe".(segue)