(Adnkronos) - "Siccome poi dovra' essere il Governo a dover deliberare gli ultimi e decisivi atti istitutivi - afferma Mario Carboni -, si dovra' attendere il prossimo esecutivo dopo le elezioni. Cappellacci afferma che la Giunta sta lavorando in silenzio da molto tempo a questa soluzione. Sarebbe positivo se fosse vero, ma non e' positivo il lavorio in silenzio, perche' - prosegue - per presentare un progetto condiviso con tuti gli attori locali e frutto di discussione, confronto e riflessioni, sarebbe stato meglio renderlo pubblico e supportato da iniziative concrete di coinvolgimento". "Rispetto alla ventilata ipotesi di zona franca urbana per il Sulcis - prosegue Carboni -, in analogia con quella prevista per L'Aquila, bisognerebbe sottolineare che, pur valutandola come positiva, nulla avrebbe a che fare con l'attuazione dell'articolo 12 dello Statuto sardo, e con la zona franca prevista per Portovesme che avrebbe caratteristiche completamente diverse". "E' noto - spiega - che le zone franche urbane all'italiana non servono per aumentare il Pil e le esportazioni, ma per supplire a deficit sociali di particolari zone depresse ponendo appunto i limiti del 'de minimis' che ne depotenzia alquanto la positivita', e non puo' essere inteso come sostitutivo della perimetrazione della zona franca di Portovesme prevista dal decreto di attuazione dello Statuto sardo che tutti attendono". "Chissa' - conclude - che questo non si possa fare a partire da questa dichiarazione d'impegno, posta la situazione politica coinvolta con la campagna elettorale, la frammentazione delle forze politiche preesistenti, i cambi di casacca, l'incertezza del risultato e della previsione sulla governabilita' dello stato e per ultimo la possibile crisi regionale e le elezioni anticipate".




