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Crisi: R&S, nel 2013 fatturato imprese -2,7%

domenica 10 agosto 2014
Crisi: R&S, nel 2013 fatturato imprese -2,7%

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Milano, 8 ago. - (Adnkronos) - Nel 2013 in Italia le imprese hanno segnato una flessione del fatturato (-2,7% sul 2012), prima contrazione dopo tre anni di crescita a velocità calante: +7,9% nel 2010, +8,6% nel 2011 e +1,1% nel 2012. Lo segnala Mediobanca R&S nell'edizione 2014 dei "dati cumulativi di 2050 imprese". La riduzione ha riguardato sia le esportazioni (-1,5%) che il mercato domestico (-3,3%), che era già in contrazione nel 2012 (-0,7%). Le vendite delle 2050 imprese restano del 2,4% sotto il 2008 (ante crisi). Le pubbliche sono sopra (+6,1%), grazie ai settori tariffati: EEG (+8,6%), servizi pubblici locali (+10,6%) e trasporti (+11,4%); le private sono sotto del 4,7% a causa della manifattura (-6%) e nonostante la minore flessione del terziario (-1,5%). La manifattura ha tante "anime": quella vincente delle medie imprese (+0,9% sul 2008), quella in difficoltà dei gruppi maggiori (-6,3%), quella bifronte del made in Italy che va meglio quando gestito da italiani (0,8% le vendite sul 2008) che non da stranieri (-11,1%). Note positive per le vendite solo dall'export: +12,6% sul 2008, con il pubblico (+46,1%) meglio del privato (+5,6%), ma per l'effetto del trading petrolifero ed energetico. La manifattura recupera il 3,2% sul 2008, ancora grazie alle medie imprese (+11,4%) assai meglio dei gruppi maggiori (+3,3%). Ancora meglio il made in Italy "italiano" (+5,5%) di quello "straniero" (-5,4%). Tra i settori manifatturieri più aggressivi fuori casa: l'alimentare (dolciario +53,4% sul 2008; caseario: +52,3%; bevande: +39,1%), la lavorazione di pelli e cuoio (+41,9%) ed il farmaceutico (+20,4%). Regrediscono le vendite in Italia: -8,3% sul 2008, sempre un po' meglio il pubblico (-5,6%, grazie alle tariffe) del privato (-9,2%), perché la manifattura soffre di più (-13,1%) anche nelle sue parti più dinamiche (medie imprese: -4,2%). Hanno migliorato le vendite italiane rispetto al pre-crisi solo alcune specialità dell'alimentare (conserviero: +7,6%; bevande: +4,8%; caseario: +1,8%) e ha tenuto il farmaceutico (+0,2%).