Bologna, 25 gen. - (Adnkronos) - "L'economia bolognese e' in ginocchio, nel 2013 hanno chiuso centinaia di imprese, il tasso di disoccupazione e' raddoppiato e sono crollati pil e consumi". Questo il quadro economico locale portato oggi in piazza Maggiore a Bologna dai presidenti e segretari locali di Confcommercio Ascom Bologna, Cna, Confartigianato, Confesercenti, mobilitati in vista della giornata del 28 gennaio quando a Palazzo Degli Affari, sotto le Due Torri, settore ribadira' un appello nazionale affinche' "la politica non metta in liquidazione le imprese". Snocciolando i dati raccolti da Rete Imprese Italia, il network di associazioni delle piccole imprese (Cna, Confcommercio Ascom Bologna, Confesercenti, Confartigianato), le categorie parlano senza mezzi termini di "un quadro disastroso" ma, si legge in una nota, "non ci arrendiamo e abbiamo deciso di non tacere piu'". Fisco, lavoro, credito e burocrazia, questi i temi al centro delle richieste di intervento in ambito nazionale e locale. Quanto ai dati, nel 2012 si sono perse, in provincia di Bologna, 246 imprese del manifatturiero (e' il saldo negativo tra imprese nate e imprese cessate), 229 imprese delle costruzioni, 438 imprese del commercio, 113 imprese dei servizi alloggi e ristorazione, 474 imprese degli altri servizi. Un ciclone che ha colpito la Bologna produttiva e l'impresa diffusa. "Le imprese che noi rappresentiamo sono il luogo dove si crea ricchezza e nuova occupazione anche in tempi di crisi e se questo luogo viene indebolito o distrutto - spiegano i vertici delle associazioni di categoria - insieme vengono meno anche le prospettive di crescita dell'economia bolognese". (segue)




