(Adnkronos) - (Adnkronos) - La ripresa del mercato continua, però, ad essere ostacolata dall’incertezza delle condizioni economiche e lavorative delle famiglie, a cui si accompagna il razionamento ancora in atto della componente creditizia. "La ripresa - per Nomisma - presenta segnali ancora deboli e latenti" sul fronte delle compravendite, mentre nulla è ravvisabile negli altri indicatori di mercato che confermano "una condizione di stagnante illiquidità degli immobili". Va da sé che i tempi per vendere o locare restano “straordinariamente alti e stazionari” per il terzo semestre consecutivo e analogo discorso vale per il divario tra prezzo offerto ed effettivo (sconto praticato). Inoltre, a fronte di uno spostamento di interesse da parte delle famiglie verso il mercato dell’affitto, che ha favorito una maggiore tenuta dei canoni rispetto ai prezzi, Nomisma rileva il contestuale innalzamento del canone medio. Ciò significa che si è in presenza di un mercato che torna lentamente a "differenziare il valore d’uso dell’immobile in funzione delle caratteristiche intrinseche ed estrinseche dello stesso". In sostanza, rispetto ai valori immobiliari, Nomisma rileva che la flessione per l’insieme delle tipologie analizzate - ammontante in media al 19,6% in termini nominali e al 26,2% se si tiene conto dell’evoluzione dell’indice generale dei prezzi nel periodo - “non risulta di per sé sufficiente a garantire l’accesso alla proprietà di una quota consistente della domanda". Ad ogni modo a fronte di un mercato ingessato su livelli di attività ancora "inusitatamente bassi", Nomisma profila per il 2014 una timida ripresa delle compravendite da intendersi come "un primo non trascurabile segnale di cambiamento".




