Washington, 17 apr - (Adnkronos/Ign) - Nonostante i rischi "sensibilmente ridotti" sulla stabilità dell'Eurozona, "la situazione resta fragile come suggerisce la recente volatilità del mercato (degli spread) a seguito delle elezioni politiche italiane". E' l'istantanea scattata dal Fondo Monetario Internazionale in un altro passaggio del suo Global Financial Stability Report. Tra i fattori di fragilità, menzionati nel rapporto, i costi di finanziamento ancora elevati dovuti anche alla persistente frammentazione finanziaria, la crescita modesta dell'Eurozona e le sfide strutturali ancora in attesa di risposta. Nell'area Euro "i rischi più gravi sono passati", avverte l'istituto di Washington, "ma molto resta ancora da fare" per mettersi definitivamente al riparo dai pericoli. Il settore finanziario appare più regolamentato sul piano nazionale e internazionale tuttavia "il processo di riforma non è concluso". Per questo l'Fmi invita i responsabili politici ad "adottare misure efficaci per ristrutturare le banche in difficoltà e incoraggiare la costituzione di fondi nuovi a sostegno della liquidità". "Oltre a rappresentare una fonte di vulnerabilità - avvertono i tecnici di Washington - i ritardi nell'esecuzione delle riforme generano incertezze di tipo regolamentare che rischiano di dissuadere le banche dalle attivita' di prestito". Sono le aziende, aggiunge l'Fmi, soprattutto quelle piccole e medie, a essere "direttamente colpite" dalla debolezza dei bilanci degli istituti di credito, puntualizzando come "i circuiti del credito continuano ad accusare fragilità in diversi Paesi per via del riassetto ineguale dei loro bilanci e della frammentazione tra il centro e la periferia dell'eurozona". Se le banche della periferia, da una parte, "devono far fronte a costi elevati di finanziamento, al deterioramento dei loro asset e ai magri utili" che ne derivano, dall'altra, evidenzia l'Fmi, le imprese sono direttamente colpite da questa situazione, oltre che "dagli effetti negativi della congiuntura e, in molti casi, dal loro stesso sovraindebitamento". Con poco capitale a disposizione e troppi cattivi prestiti in bilancio, "il credito continua a contrarsi". Dallo scoppio della crisi ad oggi, secondo il Fmi, la contrazione ha già toccato il 5%, ancora una volta "danneggiando le piccole e medie imprese e bloccando la ripresa economica". Preoccupa peraltro il deleveraging delle banche, cioè il processo di riduzione della leva finanziaria che, secondo il Fmi, in Europa che continua. "Le priorità per l'Eurozona sono il riassetto dei bilanci bancari e il rafforzamento del dispositivo Ue di supervisione bancaria". Secondo l'Istituto di Washington il consolidamento dei bilanci e l'adozione di nuovi modelli di sviluppo "restituirà fiducia agli investitori, ridurrà la frammentazione e migliorerà le condizioni di credito per le Pmi". "Avanzare in modo rapido e sostenuto per costituire il meccanismo unico di supervisione e completare l'Unione bancaria - continua il Fmi - potrà rafforzare la stabilità finanziaria dell'Eurozona e permettere una migliore gestione delle crisi". Il caso di Cipro, aggiungono gli analisti del Fmi, "dimostra quanto sia urgente perfezionare le riforme nell'insieme dell'Eurozona". Il miglioramento della stabilità finanziaria ha senz'altro "dato una spinta a una maggiore resistenza dei mercati rispetto all'instabilità politica italiana e agli eventi di Cipro". Nel caso dell'Eurozona, spiega il Fmi, "le autorità hanno chiaramente manifestato la loro determinazione a costruire un'Europa più forte". "Gli impegni presi dalla Bce - continuano gli economisti - hanno ridotto i rischi di liquidità sui debiti sovrani". Le mosse della Bce, con i passi avanti verso un'Unione bancaria e gli aiuti aggiuntivi concessi ad Atene, "hanno ridotto notevolmente i rischi", conclude il rapporto.




