Palermo, 23 apr. - (Adnkronos) - Semplificazione, sburocratizzazione, taglio dei ruoli gestionali. Trasferimento di uomini e risorse nel territorio "a sostegno dell'azione sindacale per la comunita"'. Sono i tratti della "rivoluzione strategica e organizzativa" realizzata dalla Cisl in Sicilia in questi anni, e che col congresso regionale 2013, presente il segretario organizzativo nazionale Paolo Mezzio, arriva al giro di boa. "Un cambiamento epocale - spiega Maurizio Bernava, segretario generale regionale, aprendo l'XI congresso a Palermo - che ha preso le mosse dalla consapevolezza delle caratteristiche epocali della crisi e dei suoi effetti. E che abbiamo voluto per costruire un modello di rappresentanza piu' aperto alle nuove sfide dell'economia e della societa"'. Per un sindacato nuovo, meglio radicato nel territorio, che valorizzi la partecipazione, la contrattazione e il confronto sociale. Con "meno dirigenti sindacali dietro alle scrivanie - sottolinea il segretario - e piu' sindacalisti nei posti di lavoro, in mezzo alla gente, per ascoltare, aggregare, coinvolgere, contrattare". Cosi', la Sicilia e' stata la prima regione in Italia, nel pianeta nazionale Cisl, ad attuare la regionalizzazione dei Caaf con la costituzione di un'unica societa' in luogo delle nove, vecchie societa' provinciali. Nel settembre 2011 e' stata decisa l'uscita dallo Ial. E' stata introdotta la governance regionale unica tra Caf e Inas. E nel settembre 2012 il consiglio regionale Cisl ha dato il via all'integrazione delle aree territoriali "col passaggio - ricorda Bernava - da nove a cinque province sindacali": Palermo-Trapani, Agrigento-Caltanissetta-Enna, Ragusa-Siracusa. Poi Catania e Messina. In pratica, ben 180 segretari hanno lasciato ruoli di gestione per spostarsi nel territorio e nei luoghi di lavoro. E all'orizzonte, annunciano alla Cisl, c'e', nei prossimi mesi, il dimezzamento del numero (19 al momento) delle federazioni sindacali di categoria.




