Milano, 13 mag (Adnkronos) - "Noi italiani dobbiamo capire con serieta' se abbiamo davvero capacita' e senso di responsabilita' di scegliere e lasciarci alle spalle il passato. In primo luogo guardandoci intorno e osservando cosa fanno i paesi a noi piu' vicini". Lo dice Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, stamane a Milano intervenendo a un convegno organizzato da Fondazione Politecnico in occasione del suo 150esimo anniversario. "Se osserviamo i nostri competitori diretti, la Germania, la Francia, la Gran Bretagna o gli Stati Uniti, vediamo che paesi piu' solidi e forti del nostro stanno facendo un bagno di riforme e d'innovazione cercando una maggiore reattivita' al cambiamento. Tagliano spesa inutile o improduttiva e investono in formazione e ricerca, per creare quella creativita' e flessibilita' culturale necessarie a pensare e realizzare il nuovo, ad avvicinare nuovi mercati e nuovi consumatori". "Tutti i nostri competitori - continua Squinzi - sono alla ricerca di flessibilita', adattabilita', rapidita' creativa, sensibilita'. E noi italiani, storicamente, siamo la sintesi vivente di queste qualita'. Tuttavia noi dobbiamo essere consapevoli del fatto che queste qualita' non sono un dono divino, nostro esclusivo patrimonio, retaggio naturale della straordinaria storia di questo paese. Esse vanno coltivate con grande cura e formate, reinventate costantemente nelle istituzioni accademiche e di ricerca. Applicate, affinate e adattate nelle nostre imprese. Tutti siamo coinvolti e dobbiamo essere contagiati in questo processo. Nessuno e' immune". "I nuovi protagonisti dell'economia - aggiunge il presidente - stanno diventando competitori anche per la formazione e la ricerca di elevato livello e qualita', forti d'investimenti e risorse pubbliche che le nostre economie non si possono permettere e di una forte e costante volonta' politica ad investire sui giovani e sull'innovazione. Dalla pentola dello sviluppo dove si cucinano le debuttanti, dovranno saltar fuori come gazzelle le campionesse del futuro, pena restar imprese timide e protette. Questo e' un compito che dobbiamo prenderci insieme, far crescere i migliori e' una delle strade maestre per la creazione di valore e occupazioni reali di qualita'. Noi adulti siamo stati troppo indulgenti in tutti i campi con la mediocrita' e il nepotismo. Lo scivolamento progressivo del nostro paese nelle classifiche mondiali di competitivita' e' anche il frutto di questa eccessiva tolleranza".




