Pescara, 13 mag. (Adnkronos/Labitalia) - E' la provincia teramana quella che detiene, in Abruzzo, il record negativo nell'applicazione dell'Imu sulle attivita' produttive. Lo rivela la relazione che oggi il responsabile nazionale dell'Area fiscale della Cna Abruzzo, Claudio Carpentieri, ha illustrato a Pescara nel corso del convegno dal titolo 'Fisco tiranno, da Imu e Tares la nuova stangata', nella sala Camplone della Camera di commercio della citta' adriatica. Secondo lo studio di Carpentieri, ai poco meno di 20mila immobili presenti nel Teramano destinati alle diverse attivita' produttive (uffici e studi privati; negozi e botteghe; laboratori per arti e mestieri; opifici industriali e artigianali; fabbricati industriali a destinazione speciale, secondo le diverse classificazioni catastali), nel 2012, i Comuni hanno applicato aliquote in grado di produrre un gettito medio di 1.719,03 euro; contro i 1.678,59 del Chietino (con 28.279 immobili interessati); i 1.176,85 del Pescarese (con 23.907 immobili censiti); i 1.035,31 della provincia dell'Aquila (con 22.858 immobili assoggettati alla tassa). Che insomma l'applicazione dell'Imu si riveli un'autentica stangata per le attivita' produttive della regione, d'altra parte, lo rileva anche il confronto indiretto con l'Ici, ovvero la vecchia tassa sugli immobili in vigore fino al 2011. In questo caso, lo studio di Carpentieri svela come l'incremento percentuale tra i due sistemi di tassazione faccia pendere il piatto della bilancia decisamente dalla parte dell'Imu rispetto alla vecchia Ici, e in misura, avverte, "davvero spropositata". (segue)




