(Adnkronos/Labitalia) - "Fino ad oggi - ha sottolineato Andrea Sisti, presidente Conaf - lo sviluppo e il progresso della societa' e' stato determinato dal consumo di beni e di territorio con una strategia hard, in 150 anni e' stato promosso uno sviluppo che ha consumato risorse naturali e occupato territorio. Da alcuni anni la discussione si e' incentrata su come rendere compatibile lo sviluppo. Il futuro dovra' avere, invece, una strategia soft, dove il modello della circolarita' del ciclo naturale sara' centrale. Il passaggio dallo sviluppo sostenibile alla bioeconomia, cioe' a processi economici basati sull'utilizzo completo delle biomasse e quindi sulla riprogettazione degli schemi di sintesi agli schemi biologici sara' l'obiettivo dell'imminente futuro". Romano Mase', dirigente generale del dipartimento Territorio, ambiente e foreste, ha giudicato il congresso di Riva del Garda "un'opportunita' preziosa di approfondimento: i temi sono di grande attualita' e interesse". "Il nostro e un territorio prevalentemente forestale e rurale - ha ricordato - e dunque garantire il governo del territorio e per noi una priorita' assoluta. Per questo, guardiamo con grande attenzione al dibattito tecnico che si sviluppera' anche attorno a questi temi". La specificita' dell'agricoltura di montagna e' stata richiamata anche da Claudio Maurina, presidente dell'Ordine provinciale di Trento: "Grazie a scelte lungimiranti compiute in passato il Trentino ha saputo mantenere le persone in montagna e garantire il presidio del territorio". Un tema approfondito anche da Matthias Platzer, presidente dell'Ordine provinciale di Bolzano. (segue)




