Roma, 18 mag. (Adnkronos) - Un decreto ad hoc e sei mesi per gestire la fase di transizione. E' quanto chiede l'Anci che, in vista dell'avvicinarsi della data del 30 giugno prossimo, termine oltre il quale le aziende preposte alla riscossione del gruppo Equitalia non potranno piu' svolgere alcun servizio nei confronti dei Comuni italiani, ribadisce l'allarme lanciato pochi giorni fa in una lettera inviata al ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni. "Il 30 giugno e' la data dell'uscita di Equitalia dal sistema di riscossione dei Comuni e noi non siamo contrari anzi siamo sempre stati a favore che i territori si autoregolamentino e gestiscano la riscossione come meglio ritengono - sottolinea il presidente facente funzioni dell'Anci Alessandro Cattaneo - ma e' senz'altro vero che da un giorno all'altro non si puo' pensare che i territori si organizzino. Chiederemo al ministro Saccomanni un incontro". "Chiediamo una norma-ponte per gestire almeno 6 mesi di tempo, non una proroga - osserva Cattaneo - ma un decreto ad hoc per accompagnare la fase di transizione e il periodo in cui fare i bandi". Senza un provvedimento simile, secondo i sindaci, si rischiano il caos nella riscossione e buchi di bilancio per una "partita totale di circa 11 mld di euro".




