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Crisi: Federdistribuzione, in 2012 -35% investimenti in settore distribuzione

domenica 26 maggio 2013
Crisi: Federdistribuzione, in 2012 -35% investimenti in settore distribuzione

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Roma, 21 mag. (Adnkronos/Labitalia) - "Gli investimenti sono calati mediamente, nel settore della Distribuzione moderna organizzata, del 35% nel 2012 rispetto al 2007, l'anno del pre-crisi, ma sono ancora consistenti e stimabili tra i 2 e i 2,5 miliardi, fatto questo che caratterizza comunque ancora in modo positivo il comparto distributivo". E' l'analisi che traccia Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione, associazione espressione della Distribuzione moderna organizzata (Dmo) in Italia, nel corso del suo intervento al convegno 'Occupabilita', salario e produttivita'. Innovare il lavoro: antichi e nuovi nodi irrisolti', in corso alla Camera dei deputati. Una riduzione degli investimenti della Dmo, secondo Cobolli Gigli, ha due principali effetti immediati: "La diminuzione dell'impulso allo sviluppo delle economie dei territori, soprattutto nei confronti delle imprese artigiane e delle Pmi locali. Uno studio condotto dall'istituto di ricerca Ref ha quantificato che 1 miliardo di investimenti della Dmo genera 750 milioni di valore aggiunto nell'indotto e coinvolge 15.000 persone. E poi la diminuzione delle nuove assunzioni dovute alle aperture e alle ristrutturazioni dei punti vendita esistenti". Per il presidente Cobolli Gigli, la crisi sta colpendo pesantemente le aziende della Distribuzione moderna organizzata, che "sono prese tra due fuochi: da un lato, le vendite che calano a causa del minor reddito disponibile da parte delle famiglie e, dall'altro, l'aumento dei costi di gestione". Il calo delle vendite, sottolinea Cobolli Gigli, "riguarda con grave intensita' i prodotti non alimentari ma da qualche anno anche i beni alimentari". "I dati Istat delle vendite al dettaglio nel loro complesso -ricorda- sono impietosi: -0,3% nel 2008; -1,6% nel 2009, un debole +0,1% nel 2010 quando sembrava che, seppur lentamente, stessimo uscendo dalla crisi; ma poi -0,8% nel 2011; -1,7% nel 2012 e ben -3,8% nei primi due mesi del 2013". (segue)