Venezia, 21 mag. (Adnkronos)- "Prima di accettare fondi dallo Stato per pagare i propri fornitori nell'ambito del decreto sui debiti della pubblica amministrazione, la Regione Veneto ha intenzione di vedere chiaro sui costi finanziari collegati all'operazione". A sottolinearlo il presidente, Luca Zaia oggi nel corso di un incontro con la stampa. "Questi fondi - ha detto - noi li vogliamo, anche perche' sono nostri. Da Roma, tuttavia, ci arriveranno con dei costi finanziari e prima di accettarli vogliamo vedere se ci conviene oppure no". Secondo Zaia, "in Veneto potrebbero arrivare 1,4 miliardi con un'interesse del 2,5% circa". "Il decreto sui debiti della Pa - ha spiegato - lo guardiamo al microscopio, perche' ci sono aspetti che non ci convincono, ovvero lo Stato che ci fa da banca e presta soldi agli enti locali con interessi". "Un punto da sottolineare, poi, e' che a fronte di questi fondi, che sarebbero fuori dal patto di stabilita', la Regione ha 1,3 miliardi bloccati alla tesoreria unica. Da parte dello Stato, dunque, c'e' quasi "un'azione da monopolista, a cui bisogna aggiungere che il Veneto si trova in una situazione kafkiana, perche' altre Regioni non avrebbero i soldi per pagare i propri debiti e dunque devono farseli prestare, mentre noi li avremmo", ha polemizzato. "A noi - ha concluso Zaia - queste risorse interessano per pagare i conti, visto che i nostri fornitori aspettano in media 429 giorni, ma avremmo fondi nostri che sono bloccati. Prima di accettarli voglio vedere le carte, perche' non voglio lasciare al Veneto debiti che paghera' per prossimi 30 anni".




