Roma, 19 set. (Adnkronos) - "Le formazioni criminali di etnia cinese si caratterizzano per la forte propensione a penetrare il tessuto economico con modalita' apparentemente legali". Lo scrive la Dia (Direzione investigativa antimafia), nella relazione semestrale al Parlamento relativa al periodo luglio-dicembre 2012. In particolare, "si assiste all'acquisto e/o rilevazione sistematica di attivita' commerciali e manifatturiere gia' gestite da cittadini italiani, al fine di assicurarsi il controllo di tutta la filiera di produzione e vendita, a vantaggio dei commercianti cinesi, che hanno in tal modo modificato la realta' economica e sociale delle aree geografiche maggiormente permeate da questa etnia". "E' significativo -fa notare ancora la Dia- che in Toscana e in Emilia Romagna la comunita' cinese continui a far registrare l'incremento, nonostante la crisi economica, dell'apertura di attivita' commerciali, di aziende e di agenzie che operano nell'import-export tra l'Europa e la Cina". In generale, "l'analisi del 'colonialismo' commerciale-finanziario che le organizzazioni asiatiche stanno metodicamente perseguendo in Italia, evidenzia come questo non si limita all'acquisizione di piccole-medie imprese o di locali filiere di distribuzione, bensi' interessa vere e proprie holding azionarie, leader in svariati settori produttivi del cosiddetto made in Italy. Tale strategia -conclude la Dia- e' largamente mutuata dalle consorterie criminali cinesi che necessitano di reinvestire gli ingenti capitali conseguiti con il complesso delle attivita' illecite sviluppate sul territorio nazionale".




