(Adnkronos) - La "pressione fiscale" e' al primo posto nella lista dei "vincoli" alla competitivita', con il 33,4%, percentuale in robusto aumento rispetto al 24,7% registrato sei mesi fa. Segue il "costo del lavoro", pari al 25,3% (era il 22,3%), il "costo dei servizi" (17,5% contro 15,7%). La "complessita' normativa e burocratica" e' indicata nel 15,7% dei casi (era il 17,8%), identica percentuale rilevata anche per il "costo del credito" (era il 14,5%). Considerazioni di sintesi. Apparentemente sembrerebbe che qualcosa si stia muovendo, solo che le nostre imprese non se ne accorgono. Le statistiche, nella loro asetticita', sembrano dirci che la crisi, lentamente ancorche' contraddittoriamente, sta frenando la sua corsa e che il ritmo di contrazione dell'economia e' in leggera attenuazione. Il giudizio degli imprenditori sull'andamento degli ordinativi e del fatturato - tanto quelli a consuntivo quanto quelli previsionali - sembra andare in questo senso. Ma, se guardiamo bene, tale positivita' risulta spiegata esclusivamente dalla componente estera della domanda. Il punto massimamente problematico dunque e' rappresentato dall'estrema debolezza del nostro mercato nazionale. E' qui che si annidano le principali criticita' ed e' qui che l'andamento della crisi non sembra aver registrato miglioramenti.




