Palermo, 24 set. - (Adnkronos) - "Il valore dell'agromafia ammonta a 12,5 miliardi di euro: un'immensa quantita' di denaro che incide sul settore agroalimentare, limitandone gli investimenti, la produttivita' e compromettendo anche il futuro soprattutto in vaste zone della Sicilia". Lo dicono il presidente e il direttore della Coldiretti regionale siciliana, Alessandro Chiarelli e Giuseppe Campione, sottolineando l'importanza della confisca di beni mobili e immobili per un valore di oltre 700 milioni da parte della Direzione investigativa antimafia all'imprenditore di Castelvetrano (Trapani), Giuseppe Grigoli, definito il re dei supermercati per il suo ruolo di primo piano nel settore della grande distribuzione. "Le imprese agricole e i consumatori - aggiungono - subiscono le limitazioni di filiera, su cui si insinua un sistema di distribuzione e trasporto gonfiato ed alterato troppo spesso da insopportabili fenomeni di criminalita', che danneggiano tutti gli operatori. L'effetto e' sui bassi prezzi pagati agli imprenditori agricoli, che in molti casi non arrivano a coprire i costi di produzione, e un ricarico anomalo su quelli al consumo che raggiungono livelli tali da determinare un contenimento degli acquisti". "La crisi - aggiungono Chiarelli e Campione - ha anche causato l'incremento di furti di attrezzi e macchinari, l'impennata dell'abigeato per non parlare della contraffazione, il cui ultimo caso in questi giorni e' il tonno di Malta spacciato per quello di Favignana. Maggiori controlli, la denuncia e attenzione a cosa e dove si comprano i prodotti alimentari possono contribuire a limitare i danni enormi che prova l'agromafia" concludono.




