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Pesca: Sassari, titolare acquacultura si incatena a gabbie allevamento

domenica 29 settembre 2013
Pesca: Sassari, titolare acquacultura si incatena a gabbie allevamento

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Cagliari, 29 set. - (Adnkronos) - Pescatori incatenati in mare aperto contro il boom dei canoni demaniali marittimi che dal 1° gennaio 2014 aumenteranno di cento volte, costringendo le imprese di acquacoltura italiane a chiudere i battenti, e condannando un settore che vale oggi circa 400 milioni di euro. La protesta e' stata promossa da Coldiretti Impresapesca nel Golfo di Alghero (Ss) dove l'imprenditore Mauro Manca, titolare dell'impianto di acquacoltura 'La Maricoltura', si e' incatenato a una delle gabbie per l'allevamento del pesce, ad un chilometro e mezzo dalla costa. Sul posto e presente una motovedetta della Capitaneria di porto di Alghero, che sorveglia la protesta, e dalla sala operativa riferiscono condizioni meteomarine ottimali con mare calmo e assenza di vento. L'imprenditore algherese proteste perche' dal prossimo anno scattera' "una norma contenuta in una vecchia Finanziaria che prevede l'aumento dei canoni demaniali marittimi per gli impianti di acquacoltura. Una vera e propria stangata", visto che da 500 euro si passera' a una media di 500mila euro. "Cifre impossibili da sostenere - denuncia Coldiretti Impresapesca - per le imprese del settore che saranno costrette a chiudere. La norma, contestata dal garante della concorrenza, perche' discrimina tra aziende, cui viene aggiornato il canone, e cooperative, che mantengono invece i canoni agevolati, fino ad oggi non e' stata applicata dalle Amministrazioni locali per evitare conseguenze pesantissime". Le imprese di Acquacoltura lamentano quindi "il disinteresse della politica che mentre per salvare il comparto della nautica da diporto e gli stabilimenti balneari ha persino adottato una proroga fino al 2020 e cio' nonostante l'opposizione dell'Unione Europea, che ha chiesto all'Italia di far valere quanto previsto dalla direttiva Bolkenstein - sottolinea Coldiretti Impresapesca - mentre ha completamente dimenticato l'acquacoltura che non e' soggetta alla stessa Direttiva Servizi, nonostante l'Ue da tempo inviti gli stati membri ad eliminare gli ostacoli allo sviluppo degli allevamenti ittici". (segue)