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Allarme tasse, una famiglia su quattro ha difficoltà a pagarle

Confcommercio e Censis presentano l'Outlook Italia
domenica 20 ottobre 2013
Allarme tasse, una famiglia su quattro ha difficoltà a pagarle

4' di lettura

Roma, 16 ott. - (Adnkronos/Ign) - Una famiglia su quattro ha difficoltà a pagare tasse e tributi e oltre il 72% ad affrontare spese impreviste, come quelle per le riparazioni in casa, o per la riparazione dell’autovettura o spese mediche. Il 6,8% di chi ha un mutuo ha difficoltà a rispettare il pagamento delle rate. E' quanto emerge dall'Outlook Italia presentato oggi da Confcommercio e Censis nel quale si evidenzia che quasi la metà delle persone intervistate "teme di non poter mantenere in futuro l'attuale tenore di vita" e che "più della metà (52%) ha difficoltà a risparmiare". Entrando nel dettaglio dei dati, nel 2014 gli italiani dovranno far fronte a ben 6,5 miliardi di euro di imposte in più rispetto al 2013, stima la Confcommercio: ai 4,147 mld di tasse in più rispetto al 2013 si dovrebbe aggiungere i circa 2,4 miliardi di euro della Trise. Nel 2014, il gettito atteso, per quanto riguarda l'incremento dell'aliquota ordinaria Iva dal 21% al 22%, è di 4 miliardi di euro contro 1 mld nel 2013. L'indagine rivela che le famiglie che non riescono a far fronte alle spese con il proprio reddito ad inizio ottobre sono quasi il 19% contro l'11,3% di marzo 2012. Nell’anno in cui i consumi pro-capite tornano ai livelli del 2000 più di 17 milioni di famiglie (il 69% del totale) ritengono che le capacità di spesa e di consumo siano peggiorate rispetto alla fine del 2012: solo il 2%, invece, ritiene che vi sia stato un miglioramento. Il peggioramento delle capacità di spesa è diffuso ovunque, con punte superiori al 70% tra le famiglie del Sud Italia. Anni di crisi persistente hanno reso il Paese impaurito e fiaccato oltre misura: quasi la metà delle persone intervistate teme di non poter mantenere in futuro l'attuale tenore di vita. Il 67% degli intervistati ha dichiarato di essere andato in pari, negli ultimi sei mesi, tra entrate e spese, ma il 19% ha speso più delle entrate mensili; si tratta di 4,7 milioni di famiglie che hanno dovuto fare ricorso o ai risparmi o ad altri espedienti. Si diffonde infatti la tendenza a posticipare alcuni pagamenti (come bollette, rette scolastiche, spese condominiali); un comportamento che era diffuso nel 13% degli intervistati a marzo 2012 e che ora raggiunge la quota del 30%. Diminuisce inoltre, rispetto al 2012, la percentuale di chi ricorre ai risparmi: la quota passa dal 59% rilevato a marzo 2012 all’attuale 43%, forse il segnale della riduzione della stessa capacità di risparmio delle famiglie che, per coprire le spese, hanno aumentato sensibilmente il ricorso ai prestiti in banca (negli ultimi 6 mesi la percentuale è quasi raddoppiata passando dal 6% all’11,5%). In un contesto siffatto, i consumi sono sempre più compressi e le spese vengono rinviate, quando possibile. Quasi il 50% degli intervistati indica che affronterà la crisi tagliando i consumi, proseguendo così l’adozione di quei comportamenti 'contenitivi' di alcune voci del budget familiare adottati negli ultimi due anni: in particolare, il 68% ha cercato di moderare le spese per svago e divertimento; il 53,5% ha limitato gli spostamenti per risparmiare sul carburante, il 48% ha modificato i consumi alimentari cercando di risparmiare, il 14,3% ha venduto piccoli oggetti d’oro ricavandone soldi liquidi. Chi guarda con ottimismo al futuro è il 30% del campione, era il 37% a settembre 2012. I pessimisti sono ormai la maggioranza relativa, pari al 37% degli intervistati. Tuttavia più che il pessimismo cresce, e quasi dilaga, tra gli italiani il senso di incertezza e di disorientamento. Questo atteggiamento, che a metà del 2010 riguardava appena il 13% del campione oggi riguarda il 33%. Paura e disorientamento trovano la loro ragione soprattutto in un mercato del lavoro fortemente deteriorato, che alimenta molte paure per l’immediato futuro tanto che, per più di 5 milioni di occupati, le condizioni lavorative peggioreranno nei prossimi mesi. Per la maggior parte degli intervistati politiche pubbliche per l’occupazione (per il 55%) e misure per la riduzione delle tasse (42,3%) sono gli aspetti prioritari che il governo deve affrontare con celerità per contrastare la crisi. L'indagine Confcommercio-Censis, commenta il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, "ci consegna due indicazioni: i consumi sono sempre più compressi e le spese vengono rinviate. Quasi la metà delle famiglie taglia le spese ed è raddoppiato il numero di chi si rivolge alle banche per avere un prestito per fronteggiare i consumi di base". Con l'aumento dell'aliquota Iva dal 21 al 22%, aggiunge Sangalli, "quei timidi segnali di ripresa avvertiti in questi ultimi mesi si stanno sgretolando. Di fronte a questa situazione il governo Letta deve iniziare un percorso certo di riduzione della pressione fiscale". Per il direttore generale del Censis, Giuseppe Roma, "bisogna intervenire in modo deciso su poche cose: con una crisi così prolungata non si può pensare di risolvere la situazione con degli adattamenti. Ci sono dei problemi di fondo che vanno risolti", sottolinea Roma aggiungendo che "non c'è nessuna ripresa se il lavoro non genera sicurezze".