Milano, 24 ott. (Adnkronos) - In un contesto di difficoltà economica, Milano continua a trovare nell'export un prezioso alleato per lo sviluppo. Le esportazioni milanesi nel 2012 sono cresciute del 3,5%, a fronte di un -6,7% delle importazioni. In questo contesto si rafforza il peso di Milano nel sistema italiano di interconnessioni internazionali, rappresentando quasi il 10% delle esportazioni nazionali (prima in Italia) e il 35% di quelle regionali. A trainare le esportazioni non è stato il mercato europeo, che pure continua a rappresentare quasi il 60% dell'export milanese, bensì i mercati dell'America (sia settentrionale, +14,2%, Asia meridionale, +13,9%) e dell'Asia orientale (non solo Cina, ma anche India, Corea del Sud, nonchè Thailandia e Indonesia: rispettivamente +58% e +41% di export tra il 2009 e il 2012). E' quanto emerge dall'evento, "Fare impresa all'estero", organizzato oggi a Milano da Promos, Azienda Speciale per le Attività Internazionali della Camera di Commercio del capoluogo lombardo e il Ministero degli Affari Esteri. Nel corso dell'evento sono stati presentati gli strumenti che Promos e il Ministero degli Affari Esteri mettono a disposizione delle imprese attive sui mercati internazionali in ambito di business intelligence, informazione e comunicazione, scambi commerciali, accesso al credito, sviluppo del capitale di rischio, formazione e assistenza tecnica. Per quanto riguarda le dinamiche settoriali, la meccanica si conferma il comparto manifatturiero più internazionalizzato (con un peso sul totale dei beni esportati pari al 22%). A seguire il tessile-abbagliamento (+9,8%) che si contraddistingue per una forte proiezione nei più lontani mercati in espansione. In crescita decisa anche le esportazioni della chimica (+3,7%) e della farmaceutica (+5,5%). Complessivamente quasi il 60% dell'export milanese rientra nei settori a medio-alta o ad alta tecnologia. Emerge da una ricerca del servizio studi della Camera di commercio di Milano relativa all'anno 2012. (segue)




