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Tabacco: Studio Ambrosetti, in Italia 8,5% sigarette contraffatte

domenica 27 ottobre 2013
Tabacco: Studio Ambrosetti, in Italia 8,5% sigarette contraffatte

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Roma, 24 ott. (Adnkronos/Labitalia) - Circa l'8,5% delle sigarette in Italia sono contraffatte. Nonostante il nostro Paese sia uno di quelli più all'avanguardia nella lotta alla contraffazione e al contrabbando. E' quanto è emerso oggi dal workshop 'Contraffazione e tracciabilità. Il mercato illecito del tabacco in Italia e possibili azioni di contrasto', promosso da The European House-Ambrosetti, in collaborazione con Philip Morris Italia, e tenutosi a Roma. Nel mondo le sigarette illecite ammontavano, nel 2012, a 360 miliardi, circa il 10% del mercato complessivo. E in Europa 65 miliardi di sigarette sarebbero illecite su un mercato totale di 600 miliardi. Un fenomeno in crescita, con un incremento dell'incidenza sul mercato europeo dall'8,4% del 2007 all'11,1% del 2012. "I dati sono molto gravi -spiega a Labitalia Valerio De Molli, managing partner, The European House-Ambrosetti- e c'è da dire, tra l'altro, che l'Italia è uno dei paesi migliori dal punto di vista della lotta all'illegalità e all'illecito e quindi al contrabbando. Il mercato mondiale della contraffazione, infatti, è del 10% circa, quello europeo è dell'11%, mentre quello italiano è l'8,5% del totale, e stiamo parlando di un danno per le casse dell'erario intorno a un miliardo di euro circa". Secondo gli ultimi dati a disposizione circa il 90% delle sigarette contraffatte al mondo sono prodotte in Cina. "I danni per la salute dai prodotti contraffatti -spiega De Molli- possono essere molto elevati. Studi mettono in evidenza contenuti molti nocivi come escrementi, segatura e altro, presenti nelle sigarette per via dell'assenza di un processo di qualità strutturata che governa la produzione".