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Manovra, debito pubblico alle stelle? Il leghista: "Ci sono sempre i risparmi degli italiani"

Matteo Legnani
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Non è la prima volta che il tema salta fuori negli ultimi giorni. Da quando cioè, dopo l'annuncio della manovra, lo spread è esploso e la borsa è andata a picco, sopratutto per il settore bancario. Il tema è quello dell'imponente debito pubblico italiano e dei risparmi degli italiani. Oggi la questione si affaccia nientemeno che a pagina 3 del Corriere della Sera e a parlarne è un esponente della Lega che ha preferito restare anonimo pur consegnando i suoi virgolettati al quotidiano di via Solferino. "Il debito pubblico italiano è certamente alto, ma abbiamo anche una certezza: la Repubblica italiana ha sempre onorato i suoi impegni, semmai le fregature sono arrivate dal mercato. E di questo si dovrà tenere conto". Leggi anche: Occhio, l'economista Dragoni evoca il "cigno nero" Al che il Corsera chiede all'anonimo leghista: in che modo? E lui: "Beh, il risparmio italiano ammonta a circa 5mila miliardi, mentre le proprietà immobiliari ne valgono almeno 4mila". Come a dire che "il debito sottoscritto con gli investitori esteri "vale circa il 10 per cento del patrimonio". Ma questo significa descrivere e anticipare uno "scenario argentino", ovvero quello del prelievo dai conti correnti dei cittadini per far fronte agli obblighi con gli investitori stranieri. Che è quello che accadde nel Paese sudamericano alla fine degli anni '90, quando i cittadini si trovarono con le porte delle banche sbarrate e l'impossibilità di prelevare coi bancomat e si trovarono da un giorno con l'altro senza un soldo o quasi. Se in Italia ci sono politici della maggioranza che sono già arrivati a pensare questo, significa che non ce la raccontano tutta. E che la situazione è veramente tale da far temere il peggio. Leggi anche: L'esperto Mario Spreafico: "Perchè il caos dei mercati stangherà i più deboli"

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