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Condono allargato, la sorpresa: entrano l'Iva e il tetto di 100mila euro per singola imposta

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Caterina Spinelli
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Sorpresa sul condono. Il provvedimento dell'esecutivo gialloverde, che permette a chi vi aderisce di ottenere l'annullamento totale o parziale di una pena o sanzione, si allarga ancora. E questa volta entra pure l'Iva, alla quale non verrà applicata l'aliquota al 20%, ma solo un'imposta forfettaria media. E se il contribuente non dovesse riuscire a determinarla? A quel punto scatterà automaticamente quella ordinaria al 22%. Il decreto fiscale appare così diverso da quanto annunciato. Un giallo, sulla manovra, su cui si lega la clamorosa denuncia di Luigi Di Maio, che ha parlato di "testo manipolato inviato al Quirinale". "Così com'è, non lo votiamo", ha spiegato il vicepremier leader del M5s, aprendo un fronte politico con la Lega di Matteo Salvini ma soprattutto con il ministro dell'Economia Giovanni Tria. Leggi anche: "Al Quirinale testo manipolato". La clamorosa denuncia di Di Maio Si tratta di un escamotage per fuggire ai tentacoli europei, proprio in considerazione del fatto che l'Iva sia una tassa voluta dall'Unione. Le novità però non finiscono qui, perché entro il 31 maggio 2019, chi vorrà potrà aderire all'integrazione degli imponibili nel limite di 100mila euro, in ogni caso non oltre il 30% di quanto dichiarato si calcolerà per singola imposta da regolarizzare e per singolo anno d'imposta dal 2013 al 2016. La prima rata in forma unica sarà possibile pagarla fino al 31 luglio, mentre l'intero importo potrà essere rateizzato in cinque anni. Leggi anche: Ecco chi beneficerà del condono Ai contribuenti che aderiranno alla pace fiscale, presentando la dichiarazione integrativa, "è inoltre esclusa la punibilità dei reati tributari, come l'omesso versamento di ritenute o l'omesso versamento di Iva, anche nel caso di riciclaggio o impiego di proventi illeciti". Questo, però, solo fino al 30 settembre 2019. Con il condono si aggiunge l'emersione dei capitali all'estero, per cui verranno adottati gli oneri fiscali relativi a un'attività produttiva o lavorativa regolare. Il provvedimento tiene lontano anche i furbetti che, pur di aderire alla pace fiscale, forniscono atti falsi e comunicazione di dati non rispondenti al vero. Una misura che punisce chi prova a utilizzare la dichiarazione integrativa per sanare proventi illeciti con il carcere fino a sei anni. 

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