Vicenza, 27 ott. (Adnkronos) - Fino a pochi anni fa se ne parlava come di un simbolo dell'industria vicentina e del Nordest, con importanti insediamenti manifatturieri conosciuti in tutto il mondo. Ben diversa è oggi la situazione dell'Alto Vicentino, il cui tessuto produttivo si sta desertificando. Un grido di disperazione arriva da Stefano Brunello, presidente del mandamento "Alto Vicentino" di Apindustria Vicenza: "Cinque anni fa non si trovava un metro quadro di capannone neppure a peso d'oro - racconta - mentre oggi, con la crisi economica mondiale che non ha certo risparmiato l'economia reale dei nostri territori, troviamo locali sfitti o in vendita che abbondano". Gli esempi sono tanti. A partire dagli stabilimenti chiusi dalla Marzotto nella zona ancora nel periodo pre-crisi, che già di per sé hanno inciso profondamente sull'economia locale. "Tuttavia in quel periodo le piccole e medie imprese lavoravano bene - spiega Brunello - e molta manodopera è stata assorbita, evitando problemi sociali. Con la crisi dell'ultimo quinquennio, invece, le Pmi stanno facendo di tutto per cercare di limitare gli effetti devastanti, ma ormai il problema si aggrava di giorno in giorno, e anche importanti realtà stanno per chiudere i battenti".(segue)




