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Ennio Doris, la minaccia tragica per l'Italia dopo la manovra: "Cosa rischiano i soldi degli italiani"

Gino Coala
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Il flop dell'asta dei Btp Italia è un segnale chiaro di scarsa fiducia da parte dei grandi investitori istituzionali. Il fondatore di banca Mediolanum, Ennio Doris però mette in guardia che la paura sta naturalmente contagiando anche i "piccoli risparmiatori - ha detto a La Stampa - che hanno perso fiducia e questo è molto pericoloso per l'economia". Anche al bar del suo paese, in Veneto, Doris viene interrogato da chi, pur essendo un elettore del governo in carica, davanti a lui non riesce a nascondere qualche perplessità sul futuro dei propri soldi: "I risparmiatori sono anche consumatori. Se sono preoccupati per i risparmi, tendono anche a tirare i remi in barca pure negli acquisti". Leggi anche: Doris, la bomba spread sull'Italia: "Temo per certi colleghi banchieri", quali istituti possono saltare Il rischio a quel punto è la recessione, l'ultima cosa di cui ha bisogno il Paese dopo l'approvazione di questa manovra finanziaria, per la quale Doris mantiene un atteggiamento fiducioso: "Sulla carta è espansiva: spende 8 miliardi per il reddito di cittadinanza, li mette in tasca di persone che hanno bisogno e che sicuramente li spenderanno. Nei numeri dovrebbe stimolare il Pil". Un pericolo dietro i conti inseriti nella legge di Stabilità però c'è secondo il banchiere: "L'effetto sullo spread ha spaventato la massa dei risparmiatori-consumatori. La ricaduta complessiva sui consumi rischia di essere negativa. Non solo. Anche le imprese hanno rallentato gli investimenti. Una manovra sulla carta espansiva sta creando effetti recessivi nei comportamenti". Quel che manca secondo Doris è la quantità di incentivi, ancora troppo pochi: "In particolare fiscali, per lavoratori e imprese. Anche con un deficit del 2,4% si avrebbero effettivi positivi sull'economia e il mercato istituzionale reagirebbe in maniera diversa",

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