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Lavoro: ricerca Unipd, il cambiamento ci trasforma da linci a gatti

10 Dicembre 2018

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Padova, 10 dic. (AdnKronos) - La (tanto evocata) trasformazione digitale si misura solo con il valore degli investimenti o si specchia anche nel contenuto del lavoro svolto giorno per giorno nelle nostre imprese? Siamo veramente alla vigilia di uno scontro generazionale, che vede i Millennials (Generazione Y) più competitivi degli over 50 (Generazione X e Baby Boomers) e, quindi, preferiti nei processi di reclutamento e selezione o nell’attribuzione delle mansioni?

La polarizzazione del mercato del lavoro (da una parte lavori poveri di contenuto professionale, dall’altra lavori ricchi di contenuto professionale e opportunità) è un’invenzione accademica o si sta verificando? Avere in tasca la laurea dà qualche vantaggio rispetto a chi ha il diploma?

La ricerca realizzata dall’Osservatorio Professioni Digitali dell’Università di Padova, in collaborazione con Veneto Lavoro, risponde a queste domande attraverso una prima indagine che ha coinvolto 300 lavoratori veneti che nell’ultimo anno hanno cambiato lavoro. La ibridazione dei lavori consolidati è un fenomeno reale e, soprattutto, pervasivo che non risparmia proprio nessuno: dai cassieri dei supermercati ai chirurghi degli ospedali, dagli operai delle fabbriche, agli idraulici, ai meccanici, agli elettricisti e a tutto il variegato mondo delle imprese artigiane, passando per commercialisti, avvocati e consulenti.

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