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Il bluff dei Cinque Stelle

Vittorio Feltri, la balla di Luigi Di Maio sul reddito di cittadinanza: come rovina la vita dei poveri

6 Febbraio 2019

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Vittorio Feltri, la balla di Luigi Di Maio sul reddito di cittadinanza: come rovina la vita dei poveri

Nonostante si affronti il tema con le solite categorie destra/sinistra, non serve nemmeno scomodare Gaber per affermare che nessuno può essere contrario ad aiutare i poveri. Non ci si deve quindi chiedere se il reddito di cittadinanza sia una misura giusta, quanto se sarà utile. Da questa prospettiva, è già chiaro che la sua efficacia non possa dipendere solo dal fatto che sia un programma temporaneo o incondizionato, come sostiene la critica "benaltrista" di chi la ritiene insufficiente.

Ugualmente, però non è deprecabile l' approccio cosiddetto neoliberista di insistere sulla necessità che la nuova norma dei pentastellati sia declinata esclusivamente in chiave di politica attiva. La vera questione è se ci siano modi diversi dal lavoro per assicurare il pieno recupero sociale dei poveri.

Eppure sembra evidente che insistere sulla necessità di un "reddito" piuttosto che di un "lavoro" per sconfiggere la povertà, significa decretare il fallimento della regola prima ancora che parta. È giusto assicurare la riabilitazione delle persone, il loro sostegno socio-educativo domiciliare o territoriale, il supporto nella gestione del loro bilancio, l' assistenza domiciliare socio-assistenziale, il servizio di mediazione familiare e culturale. Ma non basteranno questi interventi temporanei per fare uscire i poveri definitivamente dall' indigenza, per la semplice ragione che è inimmaginabile ed economicamente insostenibile offrire misure di tale tipo a tempo indeterminato.

Il reddito di cittadinanza dovrà quindi diventare necessariamente un provvedimento con percorsi che tengano anche conto dei diversi fabbisogni di aiuto delle persone, ma che mirino comunque a renderli autonomi e liberi dalla dipendenza perpetua da sussidi statali. Ancora peggio è promuovere il reddito di cittadinanza quale rimedio alla trasformazione del lavoro, per la diffusione dei Big Data e dell' Intelligenza Artificiale.

Da cento anni, non mancano le profezie catastrofistiche sulla distruzione degli impieghi. Invece, ogni volta si è assistito ad una loro più o meno rapida sostituzione con diverse professionalità. Se la trasformazione in atto sarà più incisiva delle precedenti, il rimedio possibile è quello di preparare le future generazioni e di riqualificarle, attraverso l' istruzione e la formazione, visto che già ora i più istruiti e formati guadagnano di più e sono appetiti sul mercato. Immaginare di sostituire il lavoro con un reddito di Stato significa assicurare più infelicità a tutti.

di Vittorio Feltri

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