(Adnkronos) - Si tratta di una nicchia particolare del nostro turismo: rispetto al Pil e all'occupazione regionale le cifre stimate rappresentano circa lo 0,3% del Pil e dell'occupazione regionale. A queste cifre vanno aggiunte quelle che vengono attivate dalla spesa per l'organizzazione dei convegni e che è stata stimata nel 2012 attorno ai 118 milioni di euro. L'attivazione da essa prodotta è più o meno analoga in termini di valore aggiunto e richiede altre 1543 unità di lavoro. "Quindi complessivamente si può stimare che il turismo congressuale attivi in regione direttamente o indirettamente circa 7 mila unità di lavoro", ha concluso Casini Benvenuti. Nel 2013 il fatturato sviluppato a livello mondiale dal turismo congressuale è stimato intorno a 1.049 miliardi di dollari e concorre alla formazione del fatturato totale dell'industria turistica mondiale per una quota di quasi il 25%. Il turismo congressuale continua a caratterizzarsi per una marcata concentrazione dell'offerta, con il 42,1% degli incontri realizzati in soli 10 Paesi; tra questi, con una quota di mercato del 3,5% nel 2012 (pari a 390 congressi), l'Italia si posiziona al 6° posto delle classifiche mondiali. Canale di valorizzazione del made in Italy, capace di attrarre nuovi investimenti nazionali ed internazionali, di creare occupazione e competenze manageriali altamente specializzate, il prodotto congressuale, emerge sempre più come il frutto di un complesso sistema di sinergie tra operatori e settori industriali. (segue)




