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Enrico Giovannini, evasori fiscali in carcere: "Abbiamo già tutti i nomi", le liste terrorizzano i furbetti

Giulio Bucchi
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Gli evasori fiscali in carcere. La promessa del premier Giuseppe Conte a Maurizio Landini, leader della Cgil, e al popolo della sinistra non è mai stata così vicina dal realizzarsi. Il sogno del Movimento 5 Stelle sembra lasciare un po' freddo il Pd, ma questo governo tendente sempre più al profondo rosso (manetta) trova in Enrico Giovanni, ex ministro del Lavoro e presidente Istat, un prezioso alleato. Intervistato da Repubblica, Giovannini spiega: "Se Google sa tutto di noi, perché lo Stato non dovrebbe?", domanda malizioso. E, infatti, l'amministrazione fiscale, l'Inps, l'Inail e le altre branche "già usano tecnologie avanzate e strumenti di business intelligence basati sull'interazione delle banche dati per scoprire gli operatori a rischio evasione". Ora, annuncia Giovannini, "siamo arrivati alla fase più cruciale", ossia "l'intervento a livello di filiera".  Leggi anche: Mare da urlo, prezzi bassissimi e... paradiso fiscale. La nuova terra promessa a due passi dall'Italia Un'attività industriale o commerciale, spiega ancora l'ex presidente dell'Istat, si basa su una serie di passaggi e che se in uno solo di questi si annida un'evasione, ad esempio di Iva, "grazie all'uso delle banche dati sarà acceso un faro sull'intera sequenza di passaggi. Per questo sarà più conveniente instaurare un rapporto sano e corretto con lo Stato". Secondo Giovannini, lo Stato "dovrebbe dare il buon esempio interrompendo questa spirale perversa di condoni variamente denominati che sono quanto di più diseducativo e deleterio esista per la società".

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