Firenze, 21 nov. - (Adnkronos) - In conseguenza della seconda recessione in cinque anni, l'artigianato toscano - che conta 112mila aziende - ha perso 4.647 unità dal 30.06.2011 al 30.06.2013, con una concentrazione altissima nelle costruzioni (-3.760). Negli ultimi due anni si registra anche un aumento del fenomeno di mortalità "precoce": il 36% delle imprese artigiane chiude entro i primi tre anni di vita. Fra le imprese sopravvissute alla crisi, prova a imboccare la strada di risalita il comparto dell'artigianato manifatturiero toscano che, nel primo semestre 2013 e nonostante un ulteriore calo di 6 punti percentuali del fatturato, cerca di invertire il trend rispetto al -8,3% del 2012. Questo e' quanto emerge dall'indagine "La congiuntura dell'artigianato manifatturiero in Toscana. Consuntivo I semestre 2013 - Previsioni anno 2013", realizzata dall'Ufficio Studi di Unioncamere Toscana, che l'assessore alle Attività produttive della Regione Toscana Gianfranco Simoncini ed il presidente di Unioncamere Toscana Vasco Galgani hanno presentato oggi a Firenze. A livello di fatturato, il segno meno a metà 2013 continua a riguardare tutti i comparti manifatturieri: dal sistema moda (-6,7%) - con una maggiore accentuazione per il tessile-abbigliamento-maglieria (-9% circa) rispetto alla pelle (-4,3%) ed alle calzature (-5,4%) - alle aziende meccaniche (-3,2%) fino alle altre manifatture, che registrano in media un calo del 6,1% soprattutto per la caduta registrata nei comparti vetro-ceramica, carta-stampa e legno-mobili. A fronte di generalizzati cali di fatturato, risultati leggermente meno negativi si registrano dunque per pelletteria, calzature, meccanica, alimentari e lapideo. (segue)




