Venezia, 24 nov. - (Adnkronos) - La crisi economica in Veneto ha bruciato 18 anni di crescita. Infatti, dal 2008 a oggi il Veneto ha perso circa 13,8 punti di Pil, attestatosi a 26 mila euro per abitante, pari ai valori del 1995. Nello specifico, il meno 13,8 % è il "costo" della crisi in Veneto, inteso come scostamento tra previsioni (prima della crisi era prevista tra il 2008 e il 2013 una crescita costante del 6,8%) e dati semi-definitivi (oggi si stima per la fine del 2013 un - 7 % rispetto al 2008). Inoltre, nel 2013 il Pil del Veneto, espresso a prezzi 2005 per omogeneità del confronto temporale, risulta pari a 26.099 euro per abitante: per trovare valori inferiori è necessario fare un salto all'indietro di quasi vent'anni. Più precisamente, bisognerebbe risalire al 1995 per riscontrare un valore del Pil procapite reale (26.121 euro) analogo a quello del 2013 e al 1994 per trovare un valore inferiore (25.151 euro) (Grafico 2). In altre parole, la crisi ha "bruciato" 18 anni di crescita economica. Sono questi i dati più eclatanti del nuovo Rapporto dell'Osservatorio fiscalità della Cna regionale del Veneto, elaborato dal Centro Studi Sintesi di Mestre. Il rapporto della Cna Veneto fa il punto sugli effetti delle recenti manovre finanziarie sul sistema economico regionale. Il quadro che ne emerge "è la triste conferma di quanto imprese, lavoratori e famiglie sanno già e vivono sulla propria pelle quotidianamente", spiega la Cna del Veneto. Rispetto alle tendenze pre-crisi, il settore dell'edilizia ha perso quasi il 30% del valore aggiunto; si registra una rilevante flessione rispetto alle aspettative anche per il settore industriale (-18,7%), nonché per l'agricoltura e per i servizi, che diminuiscono di 10-12 punti.(segue)




