Taranto, 12 dic. (Adnkronos) - Le associazioni PeaceLink e Fondo Antidiossina di Taranto lanciano un grido di allarme "riguardo la preoccupante situazione sanitaria, amministrativa ed ambientale della citta"' in seguito "ai gravi e ripetuti incidenti di slopping, di emissioni pericolose verificatesi in questi giorni in modo particolarmente intenso". Ieri e' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il nuovo decreto legge sull'Ilva, il 136, riguardante le disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emergenze ambientali e industriali e a favorire lo sviluppo delle aree interessate. "La gravita' della situazione - spiegano Alessandro Marescotti e Fabio Matacchiera - va di pari passo con le azioni inutili del governo, che con questa decisione politica di fatto estende i poteri del Commissario e della sua struttura prorogando i termini di attuazione di eventuali messe a norma e di azioni di bonifica ed annullando l'Autorizzazione Integrata Ambientale". Il testo del decreto e' ritenuto dalle due associazioni ambientaliste "inaccettabile e impossibile da giustificare dinanzi al protrarsi di una situazione di assoluta emergenza". Inoltre il provvedimento e' "finalizzato - sottolineano Marescotti e Matacchiera - esclusivamente a garantire la produzione dell'Ilva, annulla l'ordinanza del gip Patrizia Todisco che il 5 novembre 2013 ha ribadito come, nell'interesse pubblico, i fondi posti sotto sequestro dovessero garantire il principio di precauzione e non andare a confluire nelle casse dell'attuale gestione commissariale il cui solo scopo e' assicurare la continuita' produttiva in grave ed evidente violazione delle decisioni della magistratura e delle leggi europee".




